Alimentazione Naturale
"Noi non siamo nati soltanto dalla nostra madre, anche la terra è nostra madre, che penetra in noi giorno dopo giorno con ogni boccone che noi mangiamo" (Paracelso)
Il regime alimentare originario per l’uomo, ovvero il vegetarianesimo, è decisamente il migliore per la salute umana, oggi come allora.
Noi della Medicina Naturale consigliamo la dieta
lacto-ovo-vegetariana (per le proteine piu' complete, in essi contenute) o anche vegetaliana, ovvero senza sotto-prodotti animali, a patto che si sappia sostituirli convenientemente, il tutto è basato, su precisi dati medico-scientifici, avendo anche e sempre come scopo primario quello di favorire una maggiore lucidità mentale e quindi una spiritualità più elevata.
Il consumo di carne, specie quello di animali terrestri, se non è mai stato l’ideale per la salute dell’uomo, è oggi maggiormente pericoloso a causa dei sistemi di allevamento del tutto innaturali di quelli intensivi,per il tipo di macellazione non salubre.
Mangiate pochissima o mai carne
"È stato calcolato che le proteine divorate dagli animali d'allevamento basterebbero in teoria a coprire il 90% del deficit di proteine di tutto il mondo, compresi i paesi sottosviluppati".
Lo sostiene, tra gli altri, il dottor F. Moore Lappe, nutrizionista americano.
Se l’affermazione dovesse apparire esagerata, si provi a considerare che per avere un chilo di carne di manzo si devono sacrificare come mangime ben 20 kg di proteine vegetali, magari di valore molto elevato, come la soia.
Ecco perché nei programmi dell’agricoltura di domani, come dimostrano le attuali tendenze delle ricerche della F.A.O. e in Italia del C.N.R., c’è anche l’utilizzazione diretta, come alimento umano di massa, di semi di girasole e di cotone, fagioli di soia e lieviti naturali fatti crescere su colture biologiche, tutti nutrienti preziosi che oggi sono considerati invece solo in funzione della carne che possono produrre.
Di qui lo spreco esagerato delle risorse alimentari nel mondo, soprattutto nei paesi sottosviluppati."
(Nico Valerio, "L’alimentazione naturale")
Alimenti vitali e no
Associando cereali e cibi animali (pane e formaggio) avremo nell'organismo una reazione fortemente acida, a danno del pH.
Se si predilige un'alimentazione principalmente a base vegetale, cereali e verdure, formeranno un'accoppiata vincente.
Ma qualunque sia l'apporto potenziale che un alimento può dare in termini di elementi utili al nostro metabolismo o alla nostra salute, questo contributo diminuisce via via che l'alimento in questione perde di "vitalità".
Appena cogliamo un vegetale o abbattiamo una bestia, inizia il processo degenerativo legato alla morte e la sua vitalità diminuisce col passare del tempo, fino a scomparire del tutto nei cibi conservati per un tempo troppo lungo, quelli troppo raffinati o manipolati… nei cibi liofilizzati, per esempio, si può affermare, che c'è soltanto sostanza, magari sapore, ma nessuna energia.
Tralasciando il mondo animale, per quanto riguarda i vegetali: semi oleosi, cereali o legumi di qualità, una volta seminati dovrebbero essere in grado di germogliare, (il grano ritrovato nelle piramidi lo ha fatto dopo migliaia d'anni); gli ortaggi e la frutta, essere raccolti di fresco e non immagazzinati per settimane e settimane..
Quanto più l'energia vitale è integra, tanto più i componenti organici degli alimenti entreranno in sinergia col nostro metabolismo per diventare "nutrimento". La mancanza di vitalità, di "energia" (si tratta di un tipo di energia che non ha nulla a che vedere con le calorie) negli alimenti, determina uno scarso apporto nutritivo rispetto alla loro massa (volume), il che spinge i consumatori di tali cibi ad aumentarne le quantità, per ricavare gli elementi necessari per i propri bisogni fisiologici.
Questo comporta una dilatazione dei due principali organi digerenti, stomaco e intestino. Di conseguenza, lo stomaco avrà bisogno di quantità maggiori di cibo per dare la sensazione di sazietà e tempi più lunghi per svuotarsi, mentre l'intestino perderà di tonicità e allungherà, anch'esso, i tempi di evacuazione.
Per non parlare del fegato che sarà occupatissimo a cercar di neutralizzare tutte le tossine che un apporto alimentare eccessivo e il suo ristagno producono, mentre i reni dovranno faticare a sbarazzarsi dei minerali in eccesso. Superlavoro quindi, per tutti gli organi preposti al metabolismo e, soprattutto, allo smaltimento dei materiali inutili e dannosi, i quali, quando il corpo non riesce più a liberarsene, creano fermentazioni tossiche o vanno a depositarsi dove possono e sotto varie forme (ammassi di grasso intorno agli organi e nel sistema venoso, cellulite, calcificazioni intestinali, fibromi, cisti, adipe, ecc.) accrescendo la massa corporea in modo sproporzionato rispetto all'energia fisica e mentale che esso è in grado di produrre e costituendo un fertile terreno per parassiti, virus, batteri, muffe ed altri ospiti indesiderati.
Cibo e buoi dei paesi tuoi
Un altro fattore importante è la provenienza geografica degli alimenti.
Una certa logica, abbastanza elementare, può farci supporre che la natura e il buon Dio o chi per loro, nella loro lungimiranza, si siano preoccupati di far crescere in ogni luogo e clima, le piante, cereali, legumi, verdure e frutti più adatti al sostentamento in buona salute degli esseri che lo abitano.
E possiamo anche supporre che nutrendoci dei prodotti più caratteristici, quelli che crescono senza difficoltà e in buona salute nella regione geografica in cui viviamo (non quelli importati da navigatori e mercanti e coltivati con aiuti e protezioni d'ogni genere), sapremo meglio adattarci al suo clima.
Per la stessa ragione sarà altrettanto saggio rinunciare a portarsi spaghetti e parmigiano ai tropici, quanto evitare di mangiar manghi e ananas, a natale, in val Brembana.
La stessa logica vuole che le stagioni producano verdure e frutta adatte al periodo, quindi la parmigiana di melanzane, se proprio ci piace, aspettiamo l'estate, per consumarla, forse a marzo è più adatto un minestrone di cavolo con porri, sedano e carote.
Studiare un po' più a fondo caratteristiche e proprietà degli alimenti che acquistiamo, potrebbe aiutarci nella scelta di quelli più adatti alla condizione del momento, alle nostre esigenze, alla salute; quindi, alla nostra libertà e felicità, cosa che renderà lieve la nostra anima.
Il CIBO è alla BASE del BENESSERE

E' il cibo, usato con moderazione, alla base del benessere fisico e psicologico delle persone.
E' questo l'importante messaggio che viene dal primo congresso internazionale di nutrizione in corso
a Roma alla presenza deimaggiori esperti del campo che, ciascuno sulla base della propria esperienza e ricerca, hanno all'unisono bandito la dieta come unico fattore di dimagrimento.
"Una dieta corretta ed equilibrata in tutti i suoi componenti non e' mai una dieta dimagrante ma e' invece una dieta che mira a togliere e prevenire le infiammazioni del corpo che danno il via a malattie che diventano croniche", ha ammonito il biochimico americano Barry Sears, l'inventore della nota dieta zona che, a sua detta, coivolge nel mondo 10 milioni di persone.
Sears si e' soffermato molto sul rapporto tra cibo, sua modulazione e reazione ormonale nel corpo.
"Il cibo e' un forte stimolatore di ormoni - ha spiegato Sears - che possono alterare o invece risolvere un processo infiammatorio: io sono convinto che la medicina del XXI secolo anche se a piccoli passi si sta avvicinando sempre piu' al cibo come farmaco dal momento che la ricerca farmacologica e' arrivata al top delle scoperte".
Insomma alla base del benessere psicofisico ci sono essenzialmente una sana ed equilibrata alimentazione fatta di frutta, verdura, pesce (omega3) e carni bianche, attivita' fisica senza necessariamente essere competitiva e pratiche di meditazione come lo yoga o il training autogeno quali deterrenti dello stress.

